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Il mio cuore...a forma di Africa

 

 

2003... L' anno non era cominciato al meglio, nè per me nè per la mia migliore amica Patrizia... entrambe reduci da problemi sentimentali...Decidiamo di partire insieme per le ferie...periodo
settembre...viaggio last minute...la prima offerta che riusciremo a trovare sarà la nostra meta di viaggio..
Ci ritroviamo a dover scegliere tra Cuba e Kenya...
A Patty ispira moltissimo Cuba, io, amando l'Africa già da bambina, spingo per il Kenya.
Vinco io, anche perchè Patty dalla nomea che si era meritata di "portasfiga" in tutte le ferie che aveva fatto, preferiva di gran lunga scaricare su di me la responsabilità dell'eventuale malriuscita
vacanza :D
D'altronde, era riuscita a beccare un alluvione in Messico, con tanto di chiusura di Cape Canaveral, aveva fatto grandinare a Sharm El Sheik con tanto di alluvione a Daab, aveva prenotato il viaggio in Thailandia,con tanto di attacco alle torri gemelle e quindi viaggio spostato a Formentera :D .... non aggiungo altro.
Prenotiamo... tra poche settimane si parte... comincia la corsa all'acquisto delle ultime cose che mancano... e devo anche ricordarmi di mettere in valigia un cornino antisfiga...non vorrei che Patty "agisse" anche quest� anno :D
Arriva ben presto il 18 settembre, data della partenza...in macchina fino a Malpensa parliamo ancora delle nostre storie amorose finite ma ci promettiamo che una volta salite sull'aereo, Savona e tutte le persone che conosciamo non esisteranno più per una settimana, saremo solo lei ed io e la
gente che conosceremo in viaggio.

Volo Eurofly spettacolare, aereo super fashion con tanto di televisorino ad ogni sedile...e con tanto di stewart da capogiro che in seguito dovrò "contendermi" con una comitiva di 3 omosessuali siciliani conosciuti in villaggio che lo avevano addocchiato :D
Il volo dura 9 ore con scalo a Roma... ma finalmente arriviamo a Mombasa.. Piove....Patty comincia a dire che è lei che porta sfiga, e io prendo in mano il cornino sperando sia una nuvola di passaggio e non quella di Fantozzi. a già si respira aria di Africa... sono emozionata come non mai...sono davvero in Kenya..
Carichiamo i nostri bagagli su un pulmino sgangherato e impolverato e viaggiamo per 2 ore tra strade non asfaltate ed infangate, dove lo scenario di bambini scalzi che corrono tra le pozzanghere urlando �Jambo Jambo� ti riempie gli occhi di lacrime...
Arriviamo al villaggio, Il Blue Bay di Watamu, struttura molto bella e curata, forse uno dei villaggi più belli di Watamu.
Sbrighiamo le pratiche di routine per la camera e corriamo a vedere la spiaggia...ci troviamo di fronte ad una montagna di alghe nere...tutte in riva al mare... ci guardiamo in faccia e scoppiamo a ridere sdrammatizzando...ma subito scopriamo che c'è una seconda spiaggia dove li le alghe non ci sono...una meraviglia...un sogno!!

Ma contando che nella spiaggia del villaggio alla fine ci siamo state solo una giornata...se anche fossero state entrambe ricoperte dalle alghe la cosa non ci avrebbe toccato minimamente... C'erano tantissime altre belle cose da vedere...
Innanzitutto diamo un'occhiata alle possibili escursioni...di certo si sa solo che il safari s'ha da fare!!
Questa volta dò retta a Patty sulla scelta del tipo di safari..tra lodge e campo tendato...scegliamo il campo tendato..il Galdessa Camp...convinte di dormire in un mega tendone 9 posti...
Dividiamo la jeep con altre 4 ragazze, di cui 2 siciliane con le quali trascorreremo l�intera vacanza. Facciamo presto amicizia e la nostra jeep risulterà essere quella più casinista e divertente di tutte.
L'ingresso al National Park Tsavo East è irreale....una miriade di colori si materializzano davanti a noi, dal rosso della strada in terra battuta, al giallo arancione e verde della savana, all'azzurro del cielo..e si vedono le prime giraffe,i primi elefanti, i dik dik (non i cantanti :D) una facocera con i facocerini..gli avvoltoi giganteschi che volano sopra le nostre teste e che si gettano su una carcassa finendo di mangiare gli ultimi bocconi di chissà quale vittima...e poi la jeep rallenta in prossimità di una catasta di tubi, la nostra guida spiega che dovevano servire per far passare l'acqua sotto terra e farla raggiungere ai vari lodge...erano tutti accatastati e non era un bel vedere all'interno della savana..ma c'era qualcosa dentro i tubi....una famiglia di leoni che riposava dopo un lauto pasto del quale ancora si intravedevano i resti...eravamo a pochi passi dai leoni...che emozione meravigliosa, sembrava di vivere dentro un documentario.

Non mancheranno altre emozioni....per esserci avvicinati troppo ad una famiglia di elefanti, siamo stati caricati proprio da mamma elefante, che correva dietro di noi sventolando le sue enormi orecchie..
Sempre riguardo gli elefanti abbiamo vissuto un'altra splendida avventura: la nostra jeep procedeva sul terreno rosso della savana quando ad un certo punto la nostra guida e un'altra jeep che ci seguiva si fermano. Una mandria di elefanti stava attraversando la strada...Gli elefanti più grandi si sono fermati davanti alla nostra jeep creando un muro, dietro di loro i cuccioli hanno attraversato la strada e solo quando l'ultimo elefantino ha raggiunto l'altro lato della strada gli elefanti grandi si sono spostati lasciandoci passare...una scena da pelle d'oca.
Poi l'arrivo nel campo tendato...alla "reception" ci danno le disposizioni per le "tende" e ad ogni coppia viene affidata una guardia..si, proprio così, una guardia. Il campo è in aperta savana e quindi si corre il rischio di trovarsi di fronte un ippopotamo, un elefante o un coccodrillo proprio mentre ci si sposta dalla reception alle tende..per questo nessuno può spostarsi dalla propria tenda senza chiamare la propria guardia tramite un fischietto. In più tutto il campo è circondato dai masai armati delle loro lance.
Dopo aver sbrigato le solite pratiche di sistemazione, raggiungiamo quella che credevamo una tenda...Rimaniamo a bocca aperta di fronte alla meraviglia che ci troviamo davanti. una mega struttura in legno e teli con zanzariere, rialzata da terra, con al centro un enorme letto a baldacchino, fatto di tronchi di legno, dal quale si vede il fiume dove vanno ad abbeverarsi gli animali. Dietro, il bagno, tutto in pietra con tanto di doccia a sacca. Un sogno...
Torniamo alla reception e pranziamo..e mentre stiamo mangiando, assistiamo ad un altro spettacolo offerto dall'ennesimo elefante.
Un esemplare molto vecchio passeggiava tranquillamente nel prato vicino al nostro tavolo, le guide ci spiegano che è un'istituzione oramai talmente è vecchio e che si è abituato alla presenza degli uomini.
Dopo di lui ci raggiunge anche un topo del deserto, così lo hanno definito le guide, un enorme porcospino che si sbranava felice e beato il nostro pane :D
Nel pomeriggio il safari è proseguito a piedi , ammirando le spettacolari cascate, le Lugard�s Falls dove il fiume Galana sparisce in mezzo a rocce che sembrano colorate.
La guida accende davanti a noi anche del fuoco sfregando 2 bastoncini tra lo sterco seccato di un elefante.
Proseguiamo nuovamente in jeep, tra giraffe splendide ed eleganti che corrono davanti a noi, tra i babbuini che si avvicinano incuriositi, zebre diventate milaniste a causa del rosso della terra.
Torniamo al campo dopo un'esperienza emozionante, ma non ancora finita.
Di sera il cielo si ricopre di milioni e milioni di stelle così vicine che sembra di toccarle con le dita e il silenzio che c'è, interrotto soltanto dai rumori del fiume e degli animali, è incredibile. Raggiungiamo la "tenda" e le finestre a zanzariera ci permettono di vedere il fiume mentre siamo sdraiate nel letto...Spero di riuscire a vedere qualche animale vicino alla nostra tenda, ma la stanchezza vince e mi addormento come un sasso.
Il giorno dopo facciamo rientro al villaggio, attraversando la savana e scorgendo tantissimi animali venuti a salutarci, tra i quali mamma leonessa e leoncino.
Facciamo poi sosta al Voi Lodge, dove da una terrazza si può ammirare un paesaggio mozzafiato, e
una pozza d�acqua dove si vanno ad abbeverare gli animali.
Ma non finisce qui: la guida ci fa scendere le scale e ci ritroviamo in una stanza, tutta in cemento, con delle grate poste in alto, da dove era possibile �spiare� gli animali vicini alla pozza, senza essere visti. E lì� a pochi passi da noi, i bufali e le zebre stavano bevendo inconsapevoli della nostra presenza.
Una volta giunti in paese, la guida prende una via secondaria e passiamo attraverso i vari villaggi nascosti tra le palme, con quei meravigliosi bambini che correvano incontro alla nostra jeep salutandoci agitando le loro manine. E lo spettacolo dei bambini che uscivano da scuola, tutti con la divisa dello stesso colore... Arrivate al villaggio siamo ancora ebbre di tutte le esperienze ed emozioni vissute.

Il giorno seguente l�escursione prevede un altro safari, stavolta marino: il Safari Blu.
Una gita in barca al parco marino di Malindi ad ammirare tantissime varietà di pesci tra coralli e stelle marine. La signora Ines, un�italiana trapiantata in Kenya oramai da più di 10 anni, si occupa dell�organizzazione. Fa fermare le barche e ci fa scendere dove l�acqua ci arriva a malapena ai polpacci, e ci offre pezzi di cocco appena tagliato e l�aperitivo, che consumiamo seduti in acqua.
Riprendiamo dopo la gita alla ricerca dei pesci palla, che riusciamo a vedere grazie alla guida che riesce a prendere alcuni esemplari.
All�ora di pranzo la signora Ines ci ospita tutti a casa sua e possiamo deliziarci con aragoste, pesci alla griglia e un�infinita varietà di frutta, dopo aver assistito ad uno spettacolo di balli e musiche africane offertoci da un gruppo folkloristico locale.
Nel pomeriggio abbiamo del tempo a disposizione per passeggiare lungo la spiaggia, per fare il bagno e crogiolarci al sole, o per riposare nelle grandi amache del giardino.

La giornata trascorre tra risate a non finire grazie anche al gruppo affiatato che abbiamo formato.
Oramai siamo diventate inseparabili con Alessia e Valentina, le due ragazze siciliane conosciute durante il safari, ma anche con Max, Katya, e con i 3 omosessuali che con i loro racconti ci faranno sdraiare dalle risate.
I giorni successivi ci affidiamo ai beach boys per andare a Sardegna 2, e Nico ci farà da guida per arrivare in questa meravigliosa spiaggia dove il mare ha mille sfumature mai viste prima, e dove conosciamo un altro keniota, lì con i suoi 2 bambini. Mi innamoro immediatamente di Fatima, la piccolina, che mi prende la mano e ride come una matta quando le faccio fare i tuffi in mare..Ride e mi abbraccia, e io vorrei che il tempo si fermasse lì�con quella splendida creaturina tra le mie braccia che mi guarda con i suoi occhioni dolci.
Nico ci racconta anche della vita a Watamu, della povertà di tanta gente in contrapposizione con il lusso dei villaggi turistici e di alcune villette che sorgono lì vicino, acquistate da turisti stessi.
La serata nel villaggio prevede cena locale e spettacolo offerto dai masai, che ci mostrano le loro danze, come quella dei giovani guerrieri che saltano senza piegare le ginocchia per dimostrare la loro forza e agilità, e i loro canti propiziatori per le battaglie.
Rimaniamo incantate da queste persone che pur essendo una tribù di guerrieri, riescono ad essere così eleganti e fieri nei loro abiti rossi.
I giorni successivi facciamo visita ad una fabbrica del legno e a un mercatino locale, dove è d�obbligo visitare ogni bancarella. Durante il percorso compriamo delle caramelle da distribuire ai bambini e qui assistiamo alla scena che mi ha spaccato il cuore in tanti pezzettini.
Eravamo seduti sul pulmino, la ragazza che era con noi ha aperto il finestrino e ha cominciato a tirare le caramelle tra i bambini.
Ho visto queste piccole creaturine letteralmente �scagliarsi� contro il pulmino per cercare di afferrare le caramelle, con il rischio di finire sotto le ruote del mezzo. Ho visto le lacrime negli occhi di chi non è riuscito a prendere la caramella e la gioia di chi invece ce l�aveva fatta.
Allora pensi che in Italia i bambini fanno i capricci perché non hanno l�ultimo modello del cellulare, o perché non hanno la playstation 3 o il gameboy.
L�ultimo giorno, come promesso, dedicato ai beach boys che ci aspettavano per lo shopping nelle loro bancarelle che avevano allestito tra le due spiagge del villaggio.
Io e Patty avevamo portato dall�Italia magliette e giochi che abbiamo distribuito un po� a tutti.
Quando è arrivato il momento di partire, il mio cuore non ha voluto seguirmi� E' rimasto lì dove ha trovato casa, e dove tutt'ora vive, dopo 4 anni...
 
Monica 74
 

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