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Tra Kenya e Tanzania in tenda (8 parchi in 9 giorni)
Tra Kenya e Tanzania in tenda (8 parchi in 9 giorni)

L’organizzazione di questo fantastico viaggio comincia in gennaio, quando contatto Carlos, un ragazzo di Watamu di cui avevo sentito parlare in Internet. La fortuna ha voluto che Carlos stesse insieme ad una ragazza di Pavia, 20 Km da casa mia, così tutta l�organizzazione è stata più semplice. Siamo partiti in 5 (2 coppie ed un’amica) da Milano in settembre con un volo British prenotato in marzo. Scalo di routine a Londra e arriviamo a Nairobi verso le 19 di sera.
Carlos ci aspetta con un pulmino, ci carica e ci porta in un Hotel in centro.
L’Hotel è ovviamente spartano, ma per i canoni del posto potrebbe essere quasi un lusso, e per noi 5, preparati ad un viaggio in tenda, lo è.
Doccia veloce in camere spartane ma pulite e giù al ristorante dell’Hotel dove ci aspetta un pollo allo spiedo con patatine fritte e birra Tusker (la birra tipica del Kenya).

La mattina seguente si parte per la prima tappa, Lake Nakuru.
Siamo noi 5, Carlos, la guida e il cuoco. Stiamo un po’ strettini ma per tutto il viaggio non avremo problemi di spazio. Il pulmino è comodo, con finestrini e il tetto apribile. Siamo pronti ed entusiasti.
Dopo circa 2 ore e mezza di viaggio arriviamo a Lake Nakuru e ci dirigiamo verso il nostro primo alloggio. Qui abbiamo subito una prima sorpresa, un leopardo riposa su un ramo di un albero!!L’estate precedente ero già stato in Kenya e avevo visitato 3 parchi, ma non avevo mai avuto la fortuna di vedere un leopardo. Qui a Nakuru ne vedremo addirittura 3 (vicinissimi, tra l’altro).
Superato lo shock positivo ci dirigiamo al nostro alloggio e qui abbiamo la prima sorpresa preparata da Carlos (non vi dico quante ce ne sono state in seguito!!). Noi credevamo di fare 9 giorni in tenda (parlo di tende da campeggio, fornite da Carlos, insieme ai materassi), invece arrivati al nostro “campo”, scopriamo che alloggeremo in un campo con 5-6 bungalow (ma ci siamo solo noi nel campo), con veri letti, una cucina e un bagno.

A noi è sembrato il Ritz di Parigi, è stato stupendo, anche perché il campo era recintato e permetteva di avere una vista fantastica sulla savana e sulle mandrie di bufali che pascolavano.
Il cuoco ci prepara una pasta (ahimè) con sugo. Non possiamo dire fosse un granché, ma siamo affamati e in più siamo in Kenya!! Per questo aspetto ci rifaremo ampiamente a Watamu, come vedrete.. Una leggera pausa di riposo per far foto ed ammirare il panorama e si parte per il safari.
Lake Nakuru è uno spettacolo assoluto, sinceramente non credevo, ma è da togliere il fiato..
Spazi aperti di savana e foreste con alberi..oltre,ovviamente al Lago.
La giornata non è soleggiata e forse anche per questo non vediamo tutti i fenicotteri che ci saremmo aspettati.. In compenso vediamo leoni, zebre, gazzelle, perfino 2 rinoceronti, i leopardi di cui ho detto sopra, e tanti altri animali..
Torniamo al campo, siamo soli e ci rilassiamo con una doccia e riguardando le foto della giornata..
Il cuoco comincia a preparare la cena e ci mettiamo a tavola, tutti insieme, con luci soffuse e silenzio..
Tutti ricordi indelebili..

Andiamo a dormire e la mattina sveglia presto perché la seconda tappa, la più lunga (lunghissima direi!!) è verso Amboseli.
Quindi ci alziamo e dopo il caffè guardiamo il sole che si alza.. Un gruppo di una trentina di babbuini attraversa il campo proprio davanti ai nostri occhi..
Carlos non è soddisfatto di quanto avevamo visto il giorno prima sul lago e così dice all’autista di riportarci sulla riva..
La mattinata è soleggiata e lo spettacolo che ci si para davanti è da togliere il fiato..
Immaginate un grosso lago dove si fatica a scorgere l’acqua da quanto è invaso da fenicotteri. Il rosa riempie tutto lo spazio visivo, l’emozione è stupenda e ringraziamo Carlos, pensando che se non avesse preso questa decisione saremmo ripartiti senza capire veramente cosa sia Nakuru!
Partiamo quindi per Amboseli, la tappa è veramente lunga (6-7 ore) ed arriviamo al parco verso le 4 del pomeriggio. In questo caso non ci fermiamo al campo ma ne approfittiamo subito per fare il safari, quindi apriamo il tetto del pulmino e cominciamo a far foto a tutti gli animali che vediamo.. anche qui leoni, zebre, giraffe, ma anche elefanti e iene..

Il panorama rispetto a Nakuru è totalmente diverso.Qui siamo proprio nella savana, spazi aperti enormi e molti animali.. Quando riteniamo possa bastare (anche se non basterebbe mai), andiamo al campo. Qui la situazione è diversa..ancora una volta ci va bene perché non dovremo metterci a sistemare le tende, dormiremo infatti in un campo tendato. Quindi una tenda sopra una base di cemento con due materassini. Il campo qui però non è recintato e soprattutto i bagni non hanno l’acqua calda. Gli impavidi si fanno la doccia ugualmente, chi non ci riesce si scalda l’acqua nei pentoloni del cuoco e..fà quel che può..Ovviamente adattamento è la parola base, ma credetemi, se riuscire ad adattarsi come abbiamo fatto a noi permette di vivere queste emozioni e tutto ciò che abbiamo provato durante tutto il viaggio, allora vorrei vivere una vita di “adattamenti”.

Tra l’altro aggiungo che all’inizio pensavamo fosse molto peggio, nel senso che un safari in Africa in tenda, organizzato da noi, poteva un pochino spaventare, invece non ci sono state situazioni difficili e soprattutto ci siamo dovuti “adattare” meno del previsto, grazie all’organizzazione di Carlos.
Comunque finito di ripulirci stiamo un pochino a parlare e poi tutti a nanna..
Durante la notte delle iene han fatto visita al campo, ne abbiamo sentito la tipica risata e il mattino seguente abbiamo visto le impronte tutto intorno alle tende..
Al mattino ci gustiamo l’alba e partiamo in direzione Lake Manyara.
Anche qui il viaggio è lunghino, ma siamo soprattutto rallentati dal passaggio alla frontiera dove, dopo i normali controlli del visto, scopriamo che dobbiamo cambiare ciurma perché la legge prevede che i kenioti lavorino in kenya e i tanzanesi.in Tanzania. Così lasciamo guida e cuoco che vengono sostituiti da altri 2, e cambiamo anche il pulmino con una Jeep comoda e sempre con tetto apribile. Inoltre riusciamo a lasciare alla guida precedente i nostri vestiti sporchi e le valigie con tutte le cose per i 10 giorni di mare che ci aspettano alla fine del safari.

Ritroveremo tutto quando la stessa guida tornerà a prenderci alla frontiera per tornare in Kenya.
Apro una parentesi perché finora mi sono espresso male, quando parlo di guida intendo autista, la nostra guida ovviamente è Carlos, che naturalmente continua il viaggio con noi..
Entriamo in Tanzania e per strada ci fermiamo a prendere un enorme uovo di struzzo con il quale faremo una gigantesca frittata la sera stessa.
Arriviamo al nostro campo, che si trova in mezzo ad un paesino.
In effetti dove siamo noi ci sono diverse stanze, ma per la prima volta ci montiamo le tende (con l’aiuto di Carlos e dell’autista, sempre pronti a dare una mano).
Entriamo al parco del lago Manyara nel pomeriggio e visitiamo questo posto pieno di alberi e babbuini. Anche qui il lago, di dimensioni più ridotte rispetto a Nakuru, è pieno di fenicotteri.
Il safari continua in mezzo agli alberi dove vediamo anche una scena che ci rattrista: due elefanti, un maschio e una femmina, vegliano, il cucciolo morto.
Carlos ci spiega che gli elefanti sono solito farlo. La scena è triste, ma sappiamo che comunque è la legge della natura..

La sera andiamo nel “ristorantino” del campo..in realtà è un posto coperto con tavoli dove tutti i cuochi stanno insieme a cucinare per i rispettivi turisti.
Ci sediamo al nostro tavolo apparecchiato e ceniamo tutti insieme..
Solito caffè alla fine del pasto (ottimo perché ci eravamo portati la caffettiera dall’Italia) molto apprezzato anche da Carlos e poi a dormire in tenda..
La mattina sveglia e partenza in direzione Serengeti..
Arriviamo all’ingresso del parco dove mangiamo qualcosa velocemente ed entriamo..
Il Serengeti è prevalentemente savana con qualche zona alberata, molto simile al masai mara,ma con la differenza che qui non si possono fare i cosiddetti “fuori pista” che al Mara sono permessi
Detto questo ovviamente in questo parco (dove ci fermeremo per 2 giorni) vediamo veramente tutti gli animali che si possono incontrare in Kenya, compreso un leopardo pronto alla caccia..

Con diversi altri turisti restiamo in attesa dell’attacco per una mezz’ora,ma il gruppo di gnu che si trova in zona è forse troppo lontano per il felino, che ci lascia con la bocca asciutta..
Insomma, la scena di caccia è forse l’unica cosa che non siamo riusciti a vedere nei 9 giorni di safari..
Dopo il safari pomeridiano (bellissimo) ci rechiamo al nostro campo..
Stavolta la situazione è proprio diversa..definirlo campo è un parolone..
E’ un’area nel mezzo della savana senza la minima recinzione, con una tettoia dove i cuochi si ritrovano per cucinare sul fuoco e stop.
In realtà c’era anche una specie di water riparato da una tenda e delle docce.
Anche qui dovrei dire delle specie di docce in quanto erano dei bidoni appesi che venivano caricati di acqua scaldata sul fuoco. Si era coperti da tende da tutti e 4 i lati e quindi con un po’ di pazienza siamo riusciti comunque senza intoppi a farci tutti una doccia calda.

Quindi no problem, anche perché pensavamo di trovarci di fronte ad una situazione del genere tutti i giorni ed invece era la prima volta.
Abbiamo preparato le tende e abbiamo atteso la cena..
Ovviamente l’emozione di cenare con la sola luce di una lampada a olio sotto il più bel cielo stellato che abbia mai visto, nel silenzio più irreale e romantico che si possa immaginare,non va nemmeno spiegata.
Eravamo soli (c’era un altro gruppo di turisti ma era come essere soli), nel mezzo della savana, di notte..un sogno..
Carlos ad un certo punto ci ha detto di seguirlo nel buio e sebbene titubanti, l’abbiamo fatto..
Ad un certo punto allungando un dito ci ha indicato una direzione in cui guardare..
Dopo un po’ di tempo abbiamo visto cosa voleva mostrarci..una marea di occhi di gazzelle visibili nella notte..
E’ questo il vantaggio di avere una persona disponibile e che fa con il cuore il suo lavoro..

Carlos se ne sarebbe potuto andare a letto, perché anche lui sicuramente era stanco dopo la giornata, e invece ha voluto farci vedere pure gli occhi delle gazzelle nella notte..una cosa che in un viaggio organizzato credo sia difficile che capiti.
Dopo aver ammirato ancora per un po’ il cielo stracolmo di stelle ce ne siamo andati in tenda a dormire. La notte nessun animale ci ha fatto visita (o almeno non lo abbiamo sentito).
La mattina successiva, dopo la consueta colazione, si parte per il safari, con il vantaggio di essere già all’interno del parco..Anche in questa giornata vediamo ogni tipo di animale, ma il momento più esaltante lo viviamo quando Carlos ci informa che un altro pulmino ha avvistato una zona dove un gruppo di leoni sta mangiando..
Sulla Jeep infatti c’è sempre una radio con la quale le varie guide all’interno del campo possono parlarsi, informandosi a vicenda della presenza di animali o anche di un eventuale problema con il mezzo di trasporto (che tra l’altro noi non abbiamo mai avuto).

Ci rechiamo sul luogo indicatoci e assistiamo alla scena più emozionante dell’intero viaggio:un gruppo di 3 leoni, 5-6 leonesse e 4-5 cuccioli si stanno dividendo i resti di quello che Carlos ci spiega essere un elefantino.
Effettivamente notiamo il punto finale della zampa in bocca alla leonessa e capiamo che è proprio così.
Rimaniamo ad assistere alla scena per più di un’ora, facciamo un sacco di foto e alla fine ce ne andiamo soddisfatti..
Questa sera dormiremo in un altro campo dove avevamo già provveduto a montare le tende..
Stavolta il campo è recintato ma anche qui le docce sono fredde..poco male, ci godiamo un po’ di riposo, un babbuino entra dal tettuccio lasciato aperto della nostra Jeep, ruba un pacchetto di caramelle, si allontana con calma e guardandoci quasi con aria di sfida (come a dire:”ve l’ho fatta!”), scarta le caramelle e se le mangia!!!!
Ceniamo e ci buttiamo stravolti nelle tende.
Il mattino successivo ci svegliamo che è ancora buio pesto, ma vogliamo godere a pieno della giornata perché ci aspetta Ngorongoro.
Quindi smontiamo le tende e partiamo.
Quando comincia a sorgere il sole avvistiamo un ghepardo solitario che si muove nella savana..

In tarda mattinata entriamo nel cratere, accolti da una nebbiolina tipica della zona..
Circondati dal cratere cominciamo il safari e anche qui vediamo gnu (una marea),zebre, gazzelle ed elefanti che si abbeverano in un corso d’acqua.
Vediamo il rinoceronte nero e leoni con leonesse,ippopotami, struzzi, dik dik, antilopi..
Ci fermiamo per il pranzo al sacco sulla riva di un laghetto e proseguiamo il nostro safari..
Verso sera Carlos ci dice che torneremo al campo all’interno del paesino dove eravamo già stati e gli chiedo se si possa prenotare una di quelle stanzette che avevamo visto la prima volta..
Lui chiama e, per il gaudio di tutti e 5 ci informa che potremo fare una doccia in un vero bagno e dormire in veri letti.

Quindi prenotazione effettuata, arriviamo nel paesino in serata, ci buttiamo subito sotto la doccia e andiamo a berci la classica Tusker del pre-cena.
Poi Carlos ci invita a seguirlo per le strade del paesino..
E’ sera ma c’e tanta gente in giro, tutti del posto, siamo gli unici bianchi, gli unici turisti a girare per quelle strade..(e anche questa è un’emozione stupenda, che si può provare solo se accompagnati da una persona del posto..)
Andiamo in un ristorante locale e Carlos ordina per tutti il piatto tipico, una portata con carne, verdure varie, il loro pane tipico e il buonissimo mais bianco cotto nel latte.
Finita la cena ce ne torniamo al campo e siamo andati a dormire, finalmente su un comodo materasso!!
La mattina successiva solita sveglia presto e partenza per Tarangire.
Arrivati sul posto notiamo subito la quantità di baobab presenti (il parco è famoso per questo motivo) ed entriamo..
Il parco è veramente bellissimo, non molto pubblicizzato, forse, ma risulterà alla fine uno di quelli che ci ha colpito di più per i panorami e la varietà di paesaggi e vegetazione..

Si và da zone di foresta, a zone più brulle, alla savana.. tantissimi animali..
L’immagine che mi è rimasta più impressa è la vista dall’alto di un corso d’acqua dove una marea di animali si recava a bere..
Insomma, immagini viste solo nei documentari o ne “il re leone”.
Vediamo anche una leonessa che segue un branco di gazzelle..speriamo anche in questo caso in una scena di caccia ma la leonessa si stufa e si sdraia sotto un albero a riposare.
La giornata in effetti è caldissima!!
Nel tardo pomeriggio facciamo rientro al campo dove montiamo le tende, ci facciamo una doccia e ceniamo.
Dopo le solite chiacchiere di routine ce ne andiamo tutti a letto.
Di buon�ora ci alziamo per l�ultima tappa del nostro safari: Tsavo est.
Il parco è famoso per il colore rosso intenso della terra ed è effettivamente questa la prima cosa a colpire chiunque vi entri.

Quindi arrivati alla frontiera attendiamo l’arrivo dell’autista lasciato al confine pochi giorni prima e nel frattempo pranziamo in un bar del posto.
Appena giunto l’autista partiamo alla volta di Tsavo.
Anche questo parco è molto bello e veramente caratteristico per il colore rosso che si nota ovunque e che ben presto vi ritroverete su tutti i vestiti!!
Anche qui, come in tutti gli altri parchi, vedremo molti animali..
La sera montiamo le tende all’interno di un giardino di un Hotel del posto.
Quindi docce calde e relax..
Ceniamo benissimo in compagnia di un gattino del posto, assistiamo ad uno spettacolo di due Masai (poco verosimili rispetto a quelli visti l’anno prima al Masai Mara..avevano perfino il cellulare) davanti al fuoco e ce ne andiamo in tenda.

Il giorno seguente proseguiamo il safari nello Tsavo e, una volta terminato, partiamo per 10 giorni di totale relax a Watamu.
Verso le 19 di sera scendiamo finalmente dal pulmino, siamo arrivati a watamu, e più precisamente a casa di Carlos, una costruzione stupenda dove ci aspettano 3 camere (ognuna con il proprio bagno e 2 di queste con un salottino e la cucina!) e una veranda al terzo piano da lasciare senza parole.
E’ una veranda spaziosissima con un grande tavolo, sedie e un divano (ma sembra più un letto, comodissimo) dove ceneremo e passeremo le nostre serate..
Il soggiorno è rilassante la casa uno spettacolo, mai avremmo pensato di avere una fortuna simile!!
Subito usciti dalla casa c’è il ristorante di Carlos, dove facciamo colazione, pranziamo e ceniamo (quando non lo facciamo in veranda) tutti i santi giorni.
La cucina è ottima e ogni giorno ci rimpinziamo di pesce e frutta (ma anche delle melanzane alla parmigiana spettacolari)..e io impazzisco nel vero senso della parola, per la polenta con polipo cucinata qui!!!Durante il giorno stiamo in spiaggia (carlos ce ne fa conoscere alcune poco battute), che dista 5 minuti da casa, facciamo un giro per il paesino, pieno di negozi dove tutti vi chiederanno di entrare a comprare e ci rilassiamo in veranda..

Una sera decido di fare una sorpresa ai miei compagni di viaggio così chiedo a Carlos se può contattare un gruppo Gospel di una ventina tra ragazze e ragazzi che avevo visto l’anno precedente nel villaggio in cui ero stato.
Detto fatto, Carlos li contatta e la sera si presentano (con gli altri amici all’oscuro di tutto) in veranda mentre ci stiamo bevendo il caffè e per un ora ci intrattengono con canti da brivido e voci indimenticabili.
Insomma, un esperienza irripetibile..
Vorrei consigliare a chiunque vada a Watamu, per conto proprio o anche in villaggio, di cercare di contattarli e chiedere di ascoltarli. Con pochi soldi vivrete un esperienza unica, senza paragoni, nemmeno con i Gospel da chiesa americani. Un esperienza che non potreste provare in nessun altro posto. E allo stesso tempo aiutereste questi ragazzi che di sicuro non vivono nel benessere.
In conclusione, nessunissimo motivo per non fare una cosa del genere..
Una mattina siamo ci siamo anche recati in una Chiesa locale per assistere alla messa..anche qui c’è la possibilità di assistere a canti Gospel e di capire come intendano in kenya, la partecipazione ad una funzione di questo tipo.
L’ultimo giorno, come già anticipato a Carlos dall’Italia, abbiamo un’esigenza.
Dobbiamo portare i nostri vestiti ai bambini e ragazzi del posto.
Anche qui vorrei dare un consiglio, cioè cercare di fare come abbiamo fatto noi.
Andate in un villaggio in cui non ci sia un afflusso di turisti, renderete felici bambini e ragazzi che non hanno mai ricevuto nulla!!
Portate più vestiti possibili.

Noi abbiamo portato SOLO ED ESCLUSIVAMENTE abbigliamento che poi abbiamo lasciato giù.
Siamo pieni di capi che non mettiamo mai, oppure vecchi, magari anche un po’ rotti (per loro è comunque lusso!!). e se non ne abbiamo abbastanza per riempire la valigia, chiediamo ad amici e parenti di darci i loro!
Insomma, facciamo di tutto per riempire il più possibile la nostra valigia.
Il sorriso di tutti quei bambini vi ripagherà, ma soprattutto sarà sicuramente l’emozione più forte di tutta la vostra vacanza; tutto diventerà secondario.
Non potrete risolvere la situazione ma porterete tanta tanta felicità, credetemi.
Anche una squallida magliettina, ad una bambina che ha sempre indossato stracci, farà sembrare quella giornata un sogno..
Noi nei giorni di safari ci siamo vestiti solo ed esclusivamente con capi che poi avremmo lasciato giù..
Durante il safari mi capitava di indossare una M quando io porto solitamente una XXL, ero ridicolo.

Ma non mi importava, perché quella M sarebbe finita ad un bambino..
Questo per dire che tutti gli indumenti utilizzati durante il safari sono stati da noi lavati e stesi il giorno prima di andare a portarli ai bambini.
Ci siamo caricati le valigie riempite sul pulmino e siamo partiti per il villaggio nell’entroterra.
Sulla strada sosta in un posto dove Carlos ci ha fatto provare il vino di canna..
Bè, a loro sembra una prelibatezza..noi 5 abbiamo preferito soprassedere..insomma, il gusto non è il massimo..o magari è per palati fini..
Arrivati al villaggio abbiamo chiesto a Carlos di spiegare a un ragazzo del posto cosa volessimo fare, e visto che i bambini erano tanti, abbiamo deciso di farli tutti sedere uno di fianco all’altro (questo perché, dopo aver già provato l’esperienza 2 volte, a Zanzibar e sempre in Kenya l’anno precedente, ho capito che se distribuisci tutto a caso trovi il bambino più furbetto che riesce a prendersi più cose, lasciando a mani vuote gli altri) e abbiamo cominciato a distribuire uno alla volta magliette, pantaloncini, costumi, mutande e calze, ciabatte e scarpe, asciugamani e zainetti, insomma, tutto ciò che avevamo portato.
Regalare un momento di gioia a tutti quei bambini (e anche a diversi adulti), è stato senza dubbio il momento più intenso, esaltante ed emotivamente forte, di tutta la vacanza.

NON PERDETE UN OCCASIONE DEL GENERE!!!
Dopo 10 gironi stupendi si riparte con un aereo che ci porta da Malindi a Nairobi e da lì a Milano.
Che dire? Carlos è stato un organizzatore perfetto e ci ha permesso di vivere una vacanza indimenticabile che rimarrà sempre nel mio cuore e, sono certo, anche delle altre 4 persone che hanno condiviso questa emozionantissima esperienza con me.
Un saluto a tutti.
Davide
 
 
 
 
 
 

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